di Luca Montanari

 

DOMANI E’ UN ALTRO GIORNO 11

Incontrammo di nuovo lei.
Atterriti, le chiedemmo:
– Domani è un altro giorno?
Lei ci rispose:
– Certo! E anche dopodomani!
Rimanemmo perplessi.

 

DOMANI E’ UN ALTRO GIORNO 12

Dopo che uno di noi
aveva perso un braccio
perché aveva detto:
– Domani è un altro giorno! -,
un altro cantò:
– Vola, colomba bianca vola!
Lo chiudemmo in una sauna e buttammo via le chiavi.

 

QUEL FIORE ERA MERAVIGLIOSO 2

Quel fiore era meraviglioso.
Purtroppo mi ricordava lei.
Lo strappai.
Sentii dolore forte intorno al collo..
Non era un fiore.
Era sua padre che tentava di strozzarmi.

 

QUEL FIORE ERA MERAVIGLIOSO 3

Tu facesti la spiritosa e
mi dicesti:
– Prima di andare ancora a cogliere fiori,
comprati un paio di occhiali!
Io mi offesi e, con uno stratagemma,
ti feci sedere su un mazzo di rose.

 

AMORE INCOMPRESO

Mi disse che mi amava,
senza che io mi accorgessi del suo amore.
Mi disse che mi scaldava quando io avevo freddo,
senza che io mi accorgessi del suo amore.
Mi disse che aveva cambiato se stessa,
perché mi andasse meglio,
senza che io mi accorgessi del suo amore.
Aveva ragione, ma come facevo ad amare una giacca?

 

ECCESSO DI ENTUSIASMO

Lino diceva che aveva voglia di ammazzarsi.
Io dicevo che volevo tagliarmi una gamba.
Lucia diceva che voleva autostrangolarsi.
Gino desiderava strapparsi le tonsille a mani nude.
Marco cercava disperatamente una canna del gas.
Effettivamente, quel giorno, non c’eravamo alzati tanto bene.

 

TI LASCIO

Lei mi disse:
– Sono stufa di mangiare la tua polvere!
Ti lascio!
Ci rimasi male.
Era la prima volta
che venivo lasciato da una scopa.

 

TI LASCIO 2

Sempre la mia scopa mi disse:
– Non è più come una volta!
Ti lascio!
Scappò con uno spazzolone.

 

TI LASCIO 3

La mia scopa tornò e mi domandò:
– Non è mai troppo tardi per perdonare, vero?
Vero. La perdonai. Poi, però, mi rivolsi al mio psicanalista.

 

MI PREGAVI

Amore mio,
mi pregavi, dal finestrino della mia macchina, di lasciarti andare
ed io, dal posto di guida, ti rispondevo che non c’erano problemi.
Amore mio,
continuavi a pregarmi, dal finestrino della mia macchina, di lasciarti andare
ed io, dal posto di guida, continuavo a risponderti che non c’erano problemi.
Amore mio,
insistevi col pregarmi, dal finestrino della mia macchina, di lasciarti andare
e io, dal posto di guida, insistevo a risponderti che non c’erano problemi.
Dovetti schiantarti contro la barriera del Telepass prima che mi accorgessi
che la tua giacca era rimasta impigliata nella portiera
e che ti stavo trascinando da centotré chilometri.

 

LA COSA

Amore mio, vedesti nel cielo un puntino nero.
Poi quel puntino nero si fece più grande.
Poi assunse dimensione gigantesche e ti cadde addosso facendoti conoscere prematuramente il Nostro Signore.
Magari, la prossima volta che decidi di sparare un colpo di bazooka ad un elicottero, dopo spostati.

 

DOMANI E’ UN ALTRO GIORNO 13

Incontrammo di nuovo lei che ci disse di nuovo:
– Domani è un altro giorno!
Le consigliammo di andare a farsi una dormitina sulla corsia di sorpasso dell’autostrada.

 

FURBIZIA

Amore mio, io ti dissi:
– Che occhi grandi che hai! – e tu mi rispondesti:
– Sono per guardarti meglio, amore!
Poi ti dissi ancora:
– Che orecchie grandi che hai, amore! – e tu mi rispondesti:
– Sono per sentirti meglio, amore!
Poi ti dissi ancora:
– Che mani grandi che hai, amore! – e tu mi rispondesti:
– Sono per prenderti meglio, amore!
Poi non ti dissi più nulla perché capii che la situazione stava prendendo una brutta piega.

 

Lo sapete che ce ne sono altre?

 

Commenta ma, soprattutto, facci ridere!

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Neurosito

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