di Luca Montanari

I Thompson erano una famiglia costituita da gente così buona e pura d’animo che anche a Dio venne il dubbio, dopo averli creati, che qualcosa gli fosse sfuggito di mano.

Ferventi cattolici, rappresentavano la classica famiglia americana. Brad Thompson ne era il capostipite. Sempre allegro e vigoroso, non sapeva cosa fosse un capello fuori posto. La sua chioma era così nera e impomatata, che sembrava avesse in testa il copertone di un pneumatico. Le pieghe, sulle sue camicie, erano state definitivamente sterminate, mentre i suoi denti erano così lucidi che, ogni volta che sorrideva, abbronzava chi gli stava davanti. Nonostante fosse un mandriano, era sempre pulito come un giglio. Poteva cavalcare per ore nelle paludi o attraversare a piedi deserti polverosi che rimaneva sempre candido come un bambino di tre mesi. Insomma, ogni volta che tornava da quelle lande desolate, pareva che fosse appena uscito da una lavanderia.

Petto in fuori e pancia in dentro per scelta, sembrava vivesse costantemente in apnea.

Difficilmente lo si vedeva chino. L’atteggiamento positivo di chi guarda sempre lontano, al futuro, non lo abbandonava mai. Anche quella volta che, galoppando ritto come un artista circense, un ramo troppo basso di un albero gli ridisegnò completamente il profilo della mascella rigirandola più volte come se fosse il Cubo di Rubik.

Poi c’era Susan Thompson lo stereotipo di moglie e madre americana: bella, bionda, sorridente, sensibile, altruista, tutta casa, cucina, chiesa e attività benefiche, una donna nelle cui mani crescevano naturalmente le torte di mele.

Maniaca della cucina e dell’ospitalità, non lasciava andare via i propri ospiti non prima di averli nutriti come dei bisonti, al punto tale che alcuni stentavano ad arrivare vivi in fondo al pasto.

Oltre ad essere molto apprensiva nei confronti dei suoi cari, aveva un modo eccessivamente teatrale di esprimersi, ereditato dai suoi genitori, attori di teatro. Come quel giorno in cui, vedendo il marito passare accanto a lei gli disse:

– Oh, caro, allora hai deciso: te ne vai! – gli sussurrò, girandosi delicatamente verso la finestra, con una lacrima che iniziava a sgorgarle sul viso, dando le spalle al marito, passandosi il dorso di una mano sulla fronte, come se stesse per avere un mancamento, e stringendo, con l’altra, un fazzoletto di seta.

– Cara, – rispose il marito – ma è possibile che, ogni volta che parliamo, ti giri sempre dall’altra parte?

– Amore, ti prego, non andare! – gli disse, voltandosi improvvisamente di nuovo verso di lui, abbracciandolo e piangendo a dirotto – E’ pericoloso! Non vorrei che ti accadesse qualcosa!

– Tesoro, sto solamente andando in cucina a prendere uno spuntino!

Infine c’era Bob, l’unico figlio della coppia, un bel ragazzo, ventenne, alto, candeggiato da cima a fondo dalla madre, pettinatissimo, bravo, ingenuo, ma tontolone. Era innamorato della figlia del corrotto sceriffo di Laredo e aveva la sfortuna di essere amato e perseguitato da Milly Sandoval. Il giorno in cui i due si conobbero nel ranch dei Thompson, fu traumatico. Quando Susan aprì la porta di casa, Milly la salutò:

– Buongiorno, Miss Thompson!

– Oh, mio Dio, un varano che parla! – esclamò la padrona di casa svenendo sul colpo.

Tornando a Bob, diversi furono gli episodi in cui non diede esempio di grande lucidità. Come quando, un giorno di un freddissimo inverno, l’amico del cuore Brad, Chat Dickinson, bussò come poté alla loro porta:

– Santo Cielo, Chat, – disse Brad – ma tu stai morendo dal freddo! Susan, porta subito delle coperte e aiutami a portarlo davanti al fuoco del camino!

– Papà, ma come hai fatto a capire che ha freddo?

Non era difficile, visto che il vecchio Chat era incastonato in un blocco di ghiaccio dal bacino in su come lo stecchino di un ghiacciolo.

In un’altra occasione, invece, Bob andò dal padre per dirgli:

– Papà, guarda che la mamma sta parlando da un’ora girata verso la finestra di camera mia.

– No, figliolo, parlava a te! È il suo modo di fare, dovresti saperlo!

– Ah sì? E pensare che io ero convinto che parlasse al vetro!

– Figliolo, – rispose Brad, alzando gli occhi al cielo, sconsolato – se la mamma dicesse: “Sei l’amore della mia vita” al vetro della finestra, la porterei al più vicino ospedale della contea!

Questi erano  Thompson e mentre, un giorno, all’imbrunire, Brad stava spaccando la legna fuori dalla stalla, all’orizzonte s’intravvedeva la figura di un uomo sbalzata più volte a terra che tentava di salire suo cavallo imbizzarrito. Quell’individuo era John Kister.

 

C’è anche la quinta parte! Mi seguite?

 

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