di Luca Montanari

Erano ormai passati due giorni dalla riunione a casa Sandoval e molti dei dipendenti del ranch, ogni volta che si incrociavano, si abbracciavano. Dopo l’esercitazione di Matt con i coltelli, erano contenti di aver portato a casa la pelle.
Quella mattina fervevano i preparativi per la minacciosa visita ai Thompson e quelli per prepararsi a un eventuale ritorsione dei Comanche per l’uccisione della loro squaw.
– Pete, – disse Anthony “Mandibola” Parker – forse è il caso che tuo fratello rimanga a casa.
– Ma come? L’ho lasciato cinque minuti fa in camera sua mentre una delle nostre inservienti lo stava aiutando a vestirsi!
– E svenuto, Pete! Non è riuscito a terminare la frase: “Passami la camicia pulita!” Da quanto mi ha riferito la donna sembra che la parola “camicia” gli sia risultata quasi fatale!

– Ok, vado a controllare. Però fammi una cortesia, Anthony. Rimetti il divano della sala per terra e piantala di divorarlo: questo mese è già il terzo che cambio per colpa tua!
Una volta raggiunto il fratello gli ordinò di stare a riposo.
– Solo per questa volta, Dan. Cerca di riprenderti. E poi ti ho già detto mille volte di imparare l’alfabeto dei sordomuti, almeno non rischierai di morire ogni volta che apri bocca.

Intanto Matt stava preparando i cavalli nel corral.
– Non so perché è mezzora che sono in groppa al cavallo di Pete ma non si schioda di un millimetro! – Nessuno gli aveva ancora detto che da tutto quel tempo era a cavalcioni sulla staccionata del recinto.

Contemporaneamente, nella sala Pete ed Anthony si erano di nuovo incontrati.
– Qual è il tuo piano, Pete?
– Prima di tutto aspettiamo Jack e Butch, il quale mi ha fatto sapere, mandandomi un messaggero ieri mattina, che ha arrestato il figlio dei Thompson per presunta violenza carnale ai danni di una suora e lo ha rinchiuso a Hell Prison. Così sarà più facile convincere il vecchio Brad a sloggiare dalle sue terre che sono un ottimo pascolo per i miei bovini.
– Hai intenzione di usare la forza?
– No, per questa volta no. Voglio solo limitarmi ad un “pacifico” avvertimento minaccioso. Del resto, basta solo che veda la tua faccia, quella di Butch e quella di Jack per mettergli in moto l’intestino. Però, Anthony, consentimi di dirti una cosa: quando prima ti ho detto di smettere di divorarti il mio divano, non era un silenzioso assenso a mangiarti la cassettiera di mia moglie. Sei la fortuna del mio mobiliere! – aggiunse infine, sconsolato, mentre usciva di casa.

Pete Sandoval aveva una cura maniacale per i dettagli, e la sua ghiacciaia non faceva eccezione. Era solito fare in modo che, all’interno, facesse veramente freddo. Aveva investito un sacco di soldi nel sistema di refrigerazione perché non voleva che anche la minima parte di ogni singolo pezzo di carne venisse buttata. In pratica, andare là dentro era come andare al Polo Nord. Quando vi entrò, trovò la nonna mummificata sotto due metri ghiaccio, i due stallieri che avevano assunto la forma di due stalattiti, i quattro dei sette cani da guardia che, ghiacciati nell’atto di ringhiare, sembravano gargolle di Notre Dame, i due cow-boy (quelli che, al momento dell’esercitazione di Matt, stavano passando a mezzo miglio dal ranch), che sembravano due giganteschi ghiaccioli al lampone. Siccome questo romanzo penso e spero che lo leggano anche i bambini, non vi dico dove avevano gli enormi bastoncini di legno. Probabilmente il rosso della carnagione era dovuto al dolore causato da questi ultimi e nemmeno io so spiegarmi come siano finiti lì dove non batte il sole.

Dopo aver sciolto il ghiaccio che ricopriva la nonna infilandola nel forno della cucina, uno dei suoi inservienti, bianco come uno straccio e strisciando come un verme, gli si avvicinò esalando le ultime parole della sua vita:
– Capo … capo … sono arrivati … – e si spense come un fiammifero.
Pete allertò i suoi sgherri. Temette un attacco dei Comanche. In realtà non era affatto così. Erano semplicemente arrivati Jack, Butch e il suo vice, solo che il secondo disse all’inserviente di avvertire Pete del loro arrivo a distanza ravvicinata, facendogli inalare per intero la sua alitata che, in confronto, il gas nervino era aria di montagna.

Il povero servitore, appoggiatosi dapprima alla parete più vicina, uscì di casa barcollando e, sorretto da alcuni colleghi come Dorando Pietri, arrivò dal padrone per stramazzare ai suoi piedi prima di avvisarlo che i suoi ospiti lo aspettavano in sala.

Lo scontro stava per entrare nel vivo.

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