di Luca Montanari

 

Poesie ridicole

Amico mio, ti stavo recitando da qualche ora delle poesie ridicole, ma tu non ridevi.
Amico mio, continuavo a recitarti delle poesie ridicole, ma tu non ridevi.
Amico mio, insistevo nel recitarti delle poesie ridicole, ma tu non ridevi.
Quindi, si avvicinò un vecchietto che, molto garbatamente, mi disse:
– Signore, non credo che lui sia nelle condizioni di poter ridere.
– Perché? Le mie poesie non sono forse divertenti? – gli domandai.
– Nossignore, perché le sta recitando a un palo della luce.
Mi convinsi che era giunto il momento di cambiare occhiali da vista.

 

Distrazione 2

Tu mi dicesti:
– Amore, mi fa un po’ male!
Io ti risposi:
– Tranquilla! Pazienta ancora un poco, tra un po’ dovrebbe passare!
Tu, però, insistevi:
– Tesoro, però comincio ad avere un certo cerchio alla testa!
Io cercai di tranquillizzarti:
– Amore mio, succede nelle tue condizioni!
– Si, però adesso mi fa più male di quanto pensi, gioia mia!
Dovetti vedere il giorno dopo il tuo braccio in edicola, stampato in prima pagina, prima di capire che l’avevi incastrato nelle rotative del giornale.

 

Domani è un altro giorno 16

Un giorno un amico ci disse:
– Domani è un altro giorno!
Gli chiedemmo di trattenere il fiato per due ore.

 

Distrazione 3

Stavamo viaggiando in auto.
Tu mi dicesti:
– Amore, se ti fermi provo a scendere!
Io ti risposi, seccato:
– Cara, proprio ora che siamo quasi arrivati?
– Sono anche un po’ sfinita! – rispondesti.
– Ti capisco, però mancano pochi chilometri. Resisti e poi ti riposerai quanto vuoi.
– Avrei anche un po’ di nausea! – aggiungesti.
Dovetti vederti proiettata alla prima curva contro la parete della montagna per capire che, uscendo dal garage, ti avevo investita e che avevi viaggiato per 240 km sul cofano della macchina.

 

Domani è un altro giorno 17

Vedemmo, al piano terra di un condominio, un gruppetto di persone attorno a un uomo sdraiato sul pavimento.
Chiedemmo:
– Che succede?
– Non lo sappiamo! Sappiamo solo che è caduto dalle scale dopo aver detto: “Domani è un altro giorno!”
Ce ne andammo facendo finta di niente.

 

Domani è un altro giorno 18

Una sera incontrammo di nuovo lei.
La guardammo atterriti.
Lei ci disse:
– E’ già domani!
Ci guardammo spaesati.

 

Domani è un altro giorno 19

Andammo dal nostro psichiatra.
Lui ci disse:
– Lo so: domani è un altro giorno!
– No! – rispondemmo – E’ già domani!
Cambiò mestiere.

 

Il discorso politico

Uscii di casa per fare il mio discorso politico.
Parlai con enfasi, per mezzora, dello stallo politico. Seguì un silenzio desolante.
Parlai con passione, per mezzora, della crisi economica. Seguì un silenzio desolante.
Parlai con determinazione, per mezzora, della crisi dei valori morali. Seguì un silenzio desolante.
Parlai con coinvolgimento, per mezzora, del dilagare della corruzione. Seguì un silenzio desolante.
Forse è meglio che il prossimo discorso politico lo faccia dopo essere uscito dall’ascensore.

 

Calore

Gli dissi che sentivo troppo caldo e che cominciava a farmi male.
Gli dissi che sentivo sempre più caldo e che il dolore si stava acuendo.
Gli dissi che ormai sentivo un bollore e che la sofferenza era ormai insopportabile.
Gli dissi che il bollore si era trasformato in bruciore e che il dolore si era trasformato addirittura in angoscia.
Dovetti consegnare nelle mani del mio parrucchiere il mio scalpo per fargli capire che ormai non c’era più niente da asciugare.

Commenta ma, soprattutto, facci ridere!

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Neurosito

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