di Luca Montanari

 

Un giorno un armadillo incontrò un armadio che, come lui, camminava prono su quattro zampe. Gli chiese:
– E tu chi sei?- Un armadiollo!
L’armadillo se ne andò perplesso.

Un giorno l’armadillo di prima incontrò di nuovo l’armadiollo e stavolta gli chiese:
– Qual è il tuo nome?
– Mi chiamo Volstrhoëm!
– Ma che razza di nome è?
– Sono un armadiollo IKEA.
L’armadillo non si sentì più protetto dal WWF.

Un giorno l’armadillo di prima incontrò di nuovo l’armadiollo e stavolta gli chiese:
– Ma non ti danno noia le ante a camminare così?
L’armadiollo gli rispose:
– Se non la smetti di far domande stupide, ti rinchiudo in uno dei miei cassetti.
L’armadillo se ne andò pensando che non poteva più perdere tempo con un armadio suscettibile e, per di più, con seri problemi d’identità.

Un giorno un divieto di sosta incontrò un altro segnale stradale e gli disse:
– Nella vita bisogna avere una visione a 360 gradi!
L’altro segnale stradale gli rispose:
– Mi stai, per caso, prendendo per Il culo?
Non aveva tutti i torti. Era un segnale di senso unico.

Un giorno una banana incontrò una mela e le disse:
– Vorrei far fruttare i miei soldi.
La mela si voltò verso di me che scrivo queste cose e mi chiese:
– Per piacere, la prossima volta, prima di scrivere queste battute, frullami!

Un giorno un segnale di passo carrabile disse a un uomo davanti a esso:
– Scusi, ma lei qui non ci può stare!
– Ma io sono un passante, non un auto!
– Appunto, lei è un passante e quindi “passi”, per favore!
– E allora lei, visto che è un segnale di passo carrabile, passocarrabilizzi, per favore!
Il segnale passo carrabile rimase senza parole e consultò il vocabolario.

Un giorno un vecchio bosco incontrò un secolare deserto e gli disse:
– Non ho più l’età per camminare con tutte queste piante addosso!
Il deserto gli rispose:
– E io, invece, non ho più l’età per stare tante ore al sole. Il medico mi ha consigliato una crema a protezione 1820, ma in commercio non se ne trovano.
Entrambi non seppero se andare in una casa di riposo per anziani o se consigliare a Luca una casa di cura per malati di mente.

Un giorno il virus dell’AIDS incontrò il virus del morbillo e gli disse:
– Sono disperato!
– Perché? – domandò l’altro
– Perché ho scoperto di essere sieropositivo!
Il virus del morbillo rimase un attimo perplesso e poi affermò:
– Chi di spada ferisce, di spada perisce!

Un giorno il virus dell’influenza incontrò quello della varicella che era ammalato di rosolia e gli domandò:
– Come stai?
– Il dottore mi ha detto che devo stare ancora qualche giorno a letto e poi posso cominciare di nuovo a contagiare.
Il virus dell’influenza se ne andò seccato, dicendo tra sé e sé:
– Non si può mai stare tranquilli. La concorrenza è sempre in agguato!

Un giorno un tonno incontrò un astice e gli disse:
– Io sono di acqua dolce.
E l’astice gli rispose:
– E io di carattere dolce! – e lo baciò sulla bocca.
Il tonno se ne andò dicendo, tra sé e sé: “E ora chi lo dice a mia moglie?”

Un giorno un quadrato incontrò un cerchio e gli disse:
– Chi nasce tondo non può morire quadrato!
Il cerchio rispose:
– Però può rotolare!
Il quadrato rispose:
– E il quadrato può quadratolare!
Il cerchio se ne andò un po’ stizzito dicendo, tra sé e sé: “I quadrati vogliono sempre l’ultima parola!”

Un giorno un letto a una piazza incontrò un libro e gli disse, pensando di fare lo spiritoso:
– Io ti ho già … “letto”!
Al libro, non potendogli cadere le braccia, caddero tutte le pagine.

Un giorno un palo incontrò una pila e le disse:
– Che pelo!
La pila, non avendo il pelo, si sentì presa in giro e gli mollò un pugno.
Il palo rimase allibito in quanto era convinto che le pile non potessero mollar pugni mancando di mani e le piantò un calcio nella tibia.
La sorpresa della pila fu enorme. Non si capacitava di come un palo potesse avere i piedi e lei stessa le tibie. Quindi, per tutta risposta, lo morse.
Il palo non ci poteva credere: come può una pila avere i denti? E allora le affibbiò una testata. Andarono avanti così tutta notte.
Poi al mattino vennero da me, parecchio malconci. Uno mi sferrò un calcio, l’altra un pugno nello stomaco. E mi dissero di non sorprendermi di nulla.

Un giorno Via Sismondi a Milano incontrò Via Negroli, sempre a Milano, e le disse:
– Ora siamo un incrocio!
Via Negroli:
– A me non va di essere un incrocio! Quindi scansati e lasciami passare!
– Perché? Dove vuoi andare?
– “Via!”
Via Sismondi si rese conto di aver fatto una domanda stupida.

Un giorno Via Gentilino, a Milano, incontrò Corso San Gottardo, sempre a Milano, e gli disse:
– Ti vedo un po’ affaticato!
– Per forza: ho “corso”! – le rispose.
A causa della battuta orrenda, Via Gentilino non gli rivolse più la parola.

Un giorno un chilo incontrò un etto e gli disse:
– Insieme facciamo un chiletto
L’etto se ne andò dicendo tra sé e sé: “Perché tutti i cretini li incontro io?”, mentre per me, dopo questa battuta, credo sia venuto il momento di cominciare preoccuparmi.

Un giorno una supposta incontrò un amico disse, sfogandosi:
– Guarda, non ce la faccio più a infilarmi nei sederi della gente! Sono nauseata!
– Non dirlo a me! – rispose il suo interlocutore. Anche lui non aveva tutti i torti. Era un clistere.

Un giorno un navigatore da auto venne da me e mi chiese:
– Mi scusi, sa dov’è Via Manzoni?
Io glielo dissi e subito dopo decisi di andare in analisi.

Un giorno una compressa di Valium entrò in farmacia e disse:
– Buongiorno, mi dia qualcosa per calmarmi!
Il farmacista rispose:
– Si inghiotta da sola!
La compressa di Valium se ne andò sbattendo la porta e dicendo, tra sé e sé:
– Ci mancava pure il farmacista spiritoso!

Un giorno il bagno del mio appartamento incontrò la cucina del mio appartamento e le chiese:
– Scusa, hai visto il salotto?
– Si.
– E dov’è?
– E dove vuoi che sia? In salotto!
Il bagno del mio appartamento si ripropose di non far più domande stupide.

Commenta ma, soprattutto, facci ridere!

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