di Luca Montanari

Un giorno una sedia incontrò uno sgabello e gli disse:
– Sono stanca e vorrei sedermi!
– Anch’io sono stanco e vorrei sgabellarmi!
La sedia se ne andò confusa. Capì la battuta solo il giorno dopo.

Un giorno un tonno incontrò un’orata e le disse:
– Ieri sera è successo un fatto molto strano: sono rientrato a casa molto tardi!
– Perché ritieni che sia un fatto strano?
– Perché di solito “tonno” subito!
L’orata gli augurò di essere pescato l’indomani.

Un giorno l’orata di prima incontrò uno sgombro e gli domandò:
– Perché ti chiamano “sgombro”?
– Perché faccio traslochi!
L’orata pensò che sarebbe stato meglio se fosse stata zitta.

Un giorno incontrai un remo che mi disse:
– Ho provato a studiare le disequazioni algebriche ma non ho capito niente. Sono letteralmente andato in barca! – e se andò ridendo ironicamente.
Sentirsi presi in giro dal remo di una barca è frustrante.

Un giorno incontrai un’isola deserta che mi disse, con l’unica palma tristemente piegata su se stessa:
– Mi sento sola!
Non seppi cosa risponderle. In compenso il mio psichiatra mi raddoppiò gli antipsicotici.

Un giorno un incontrai un semaforo che era sul rosso. Attraversai ugualmente la strada. Esso, con qualche lacrima che gli sgorgava dal vetro rosso mi disse:
– Così mi fai sentire terribilmente inutile!
Chiesi al mio psichiatra com’era possibile che un semaforo potesse piangere. Anche lui cominciò a prendere forti dosi di antipsicotici.

Un giorno d’estate io, il mio psichiatra e il semaforo di prima eravamo seduti in un bar a bere un goccio per dimenticare i nostri problemi.
All’improvviso si sedette accanto a noi una lampada al neon accesa che ci disse:
– Devo spegnermi subito sennò mi mangiano le zanzare!
Il semaforo ebbe un colpo di fulmine, il mio psichiatra decise di cambiar mestiere e di andare a fare il bagnino, mentre io mi rivolsi a un altro specialista.
Gli raccontai l’accaduto. Alla fine della seduta mi chiese in cosa aveva sbagliato.

Un giorno una scala incontrò un ascensore e gli chiese:
– D’accordo, quando sali sei un “ascensore”, ma quando scendi cosa sei? Un “Discensore”?
L’ascensore non ci dormì tutta la notte.

Un giorno un clavicembalo incontrò un pianoforte e gli disse:
– Devi essere più deciso: o vai piano, o vai forte!
Il pianoforte gli rispose:
– Anche tu devi essere più deciso: o sei clavi, o sei cembalo!
Il clavicembalo ammise che non ci aveva mai pensato.

Commenta ma, soprattutto, facci ridere!

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Neurosito

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