di Luca Montanari

Un giorno il vento incontrò un mulino e gli disse:
– Tu e i tuoi colleghi siete troppo permalosi!
Il mulino, sorpreso, gli chiese:
– E perché?
– Perché ogni volta mi dite che vi faccio girare le pale!
Il mulino se ne andò allargando sconsolato le pale e pensando fosse inutile rispondergli.

Un giorno un incontrai un passerotto il quale mi disse, facendo trapelare un velo di tristezza:
– Mi dicono spesso che sono distratto!
– Come mai? – chiesi
– Perché ho sempre la testa per aria!
Mi lasciò senza parole. Me ne andai con un filo d’ansia chiedendomi anche come un passerotto potesse parlare.

Un giorno un uomo incontrò un tubo di acciaio e gli chiese:
– Ma se i piccioni tubano vuol dire che prima ti ingoiano?
Il tubo di acciaio se ne andò senza replicare per evitare di riversarsi violentemente sulla sua testa.

Un giorno un verduraio incontrò un calamaio e gli chiese:
– Ma se io, che sono un verduraio, vendo verdure, tu che sei un calamaio cosa vendi?
– Calamite! – rispose il secondo.
Il verduraio se ne andò sentendosi preso in giro.

Un giorno un albero incontrò un pianta grassa che stava piangendo e le chiese:
– Perché piangi?
– Perché sono stata piantata e poi anche perché mi dicono che sono cicciona!
L’albero si chiese cosa aveva fatto di male per sentirsi rispondere così.

Un giorno un segnale di divieto di sosta chiese a un automobilista che aveva parcheggiato sotto di esso:
– Mi scusi, ma non mi ha visto?
– Si, ma la invito a trovare un parcheggio nel raggio di un chilometro! – e se ne andò indispettito, borbottando tra sé e sé:
– Ci mancava il divieto di sosta che mi fa la morale!
Il segnale di divieto di sosta si sentì inutile.

Un giorno il segnale di divieto di sosta di prima chiese a un altro automobilista che aveva parcheggiato sotto di esso:
– Mi scusi, ma non mi ha visto?
– Si, ma è sempre meglio parcheggiare qui che in doppia fila, non crede?
Il segnale di divieto di sosta allora disse, tra sé e sé, sconsolato:
– Se rinasco, faccio l’ombrellone!

Un giorno sempre lo stesso segnale di divieto di sosta chiese all’ennesimo automobilista che aveva parcheggiato sotto di esso:
¬- Mi scusi, ma non mi ha visto?
– Si, ma allora mi dica lei dove devo parcheggiare, visto che è tanto bravo! – rispose scorbuticamente il secondo.
Il segnale di divieto di sosta disse, ancora tra sé e sé, stavolta molto scocciato:
– Io me ne vado a casa!
Poi rimase sul posto perché si ricordò che, in quanto segnale stradale, non aveva una casa.

Un giorno il Monte Cervino incontrò il Monte Rushmore e gli chiese:
– Ehi, vecchio mio! Quanto tempo! Come stai?
Il Monte Rushmore, in un primo momento gli rispose molto allegramente
– Bene! E tu?
Subito dopo, però, in maniera molto brusca aggiunse:
– Ma cosa dici che stiamo “bene”! Stiamo malissimo!
Quindi, cambiando di nuovo tono, ne assunse uno più incerto:
– Beh … a dire il vero … non saprei …
Infine, usando un’inflessione estremamente minacciosa, concluse:
– Che ne dici di farti i fatti tuoi?
Al che, il Monte Cervino se ne andò dicendo:
– Da quando gli hanno scolpito addosso i volti di quei quattro presidenti, ha forti disturbi di personalità!

Un giorno una sedia incontrò un tavolo e gli disse:
– Sono stanca di annusare sederi.
Il tavolo la capì, anche se poi si domandò come una sedia potesse annusare.

Un giorno una Colt calibro 38 incontrò un Magnum calibro 50 mentre rubava alcuni proiettili.
La Magnum disse alla Colt:
– Mi hai Colt in flagrant!
La Colt se ne andò per non spararle nell’impugnatura.

Un giorno una chitarra incontrò un violino e gli disse:
– Guarda che, se mi fai arrabbiare, te le suono!
– E io te le violo!
La chitarra rimase senza parole.

Commenta ma, soprattutto, facci ridere!

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